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Il Festival di Sanremo si è concluso da pochi giorni e nell’occasione si è presentata l’opportunità di intervistare una bella realtà di alcune passate edizioni che risponde al nome di Irene Fargo.
La cantante partecipò nelle edizioni del 1991 e 1992. Il successo fu enorme, tantoché raggiunse in entrambe le edizioni il secondo posto.

D. Irene, come avvenne il suo esordio al Festival di Sanremo?
R. Partecipai al Festival di Sanremo del 1991 con la canzone La donna di Ibsen, il cui titolo lo devo a mio padre, un uomo di vastissima cultura che lavorava al Museo del Risorgimento e a Palazzo Reale di Milano. Infatti, quando ascoltò i primi versi della canzone: «Lei guardava il mare Lei quel mare calmo Pieno di foschia Chiaro di stelle leggere Da soffiarle tutte via», disse: “Questa è la donna di Ibsen!” Quindi un titolo che mi è molto caro.

Giunsi al Festival pienamente incosciente. Avevo scelto il mio look, i vestiti e la montatura degli occhiali. Pensa, durante il Festival persi quattro chili e dovette raggiungermi il mio stilista Claudio Lugli da Brescia per riportarmi lo stesso abito che indossavo, ma con una taglia in meno… Quando sei a San Remo non ti ricordi di mangiare, di bere, di dormire… Hai solo da rilasciare interviste per televisioni e radio e sottoporti a prove oltre che esibirti.

D. Irene Fargo, a distanza di trenta anni, cosa ricorda dei suoi due secondi posti rispettivamente al Festival di Sanremo del 1991 e del 1992 nella categoria Novità?
R. Mi prendevo in giro da sola. La mia casa discografica era la stessa di Toto Cutugno e, quindi, dicevo: anche Toto è arrivato tante volte secondo e, beh, ho incominciato bene prendendo da lui.

D. Che significato ha avuto per una ragazza nemmeno trentenne come lei con una voce “straordinariamente inconfondibile”, esibirsi sul parco del Teatro Ariston di San Remo e riuscire a raggiungere il podio con le canzoni meravigliose La donna di Ibesen Come una Turandot ?
R. Quando ti esibisci sul parco del Teatro Ariston di San Remo devi avere delle canzoni straordinarie perchè è la canzone che vince. Tu ti ricordi di Irene Fargo per quella sua canzone e non il contrario. Io ho cantato spesso nelle trasmissioni di Paolo Limiti, anche con Nilla Pizzi, che mi diceva: “le canzoni sono molto fondamentali e per un interprete lo sono ancora di più”.

D. Quale delle sue due partecipazioni alla kermesse sanremese ricorda con particolare emozione?
R. Sicuramente la prima perchè era inaspettata. La seconda, tenendo presente che avevo già partecipato all’edizione precedente, nella quale ero salita già sul podio, la gente si aspettava qualcosa di straordinario da me, dato che ero considerata la favorita. E’ stato un peso notevole sulle spalle…

D. Come giudica le qualità della canzoni degli “attuali” Festival di Sanremo rispetto a quelli dell’edizione del 1991 e del 1992?
R. Adesso con internet si assiste ad una diffusione molto diversa rispetto ai primi anni ’90. Quest’anno ho seguito tutte le serate del Festival di Sanremo e non è stato male. Per me ci sono state delle rivelazioni che non sono arrivate, come sicuramente Ermal Meta, che è stato il mio preferito e ritengo meritasse di più. Nel risentire le canzoni mi sono moto piaciuti anche Fedez, Gaia e quello strano soggetto che è Gio Evan.

D. Corrono gli anni, ma il Festival di Sanremo ci aspetta ogni inverno con le sue novità e le sue delusioni. Quali sentimenti prova ogni anno?
R. Ho partecipato a due Festival di Sanremo, ma avrei voluto partecipare anche in edizioni successive. Quasi tutti gli anni ho preparato una canzone, giungendo nella rosa dei possibili candidati per poi essere scartata. E’ un momento difficile, perchè non c’è l’opportunità di avere la promozione giusta per la canzone e per l’album. Sanremo è sempre un trampolino di lancio straordinario e una grande occasione di visibilità. Diciamo che gli artisti di questi ultimi anni invitati a partecipare al Festival sono personaggi che hanno una visibilità televisiva maggiore. Io, purtroppo, sono lontana dalla televisione da tanto tempo.

D. Quanto dovremmo aspettare per rivederla al Festival di Sanremo?
R. Forse quando sarò anziana. Sarò super ospite… (sorride n.d.r) Vorrei fare ascoltare le canzoni che ho preparato in tutti questi anni da presentare al Festival di Sanremo e che non sono state accettate. Sono una più bella dell’altra. Magari le raccoglierò in un apposito album. Lo scorso anno ne avevo presentate due meravigliose…