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Carlotta Marchionni è stata una tra le più amate attrici di teatro dell’Ottocento, la cui bravura fu esaltata dai più significativi uomini di cultura del suo tempo.

 

Nacque a Pescia nel giugno 1796 da Angelo, teatrante fiorentino, e da Elisabetta Baldesi, senese, pure lei attrice. Carlotta trascorse i primi anni presso il collegio delle orsoline a Verona.

 

Si data al 1806 il suo rientro in famiglia. Come da tradizione, in quanto figlia d’arte, calcò le scene quasi sempre impersonando la figura del paggetto, insieme con i genitori ed il fratello Luigi, anch’egli valente attore.

 

Negli anni immediatamente successivi, entrò a far parte della compagnia del fiorentino Pani, con la madre e Luigi, dopo aver lavorato a quella Venier insieme con il padre.

Dopo vari anni di gavetta teatrale di alto livello, alla Marchionni fu dato il ruolo di prima attrice, di nuovo nella compagnia Pani, risultando una tra le più talentuose giovani attrici italiane del suo tempo.

 

Stendhal, che la vide varie volte recitare, la elogiò nell’Oreste dell’Alfieri, ma fu la Mirra il suo cavallo di battaglia, rappresentata nel 1814 anche al Giglio di Lucca, dove riscosse un notevole successo.

A pochi mesi dalla caduta di Napoleone, Carlotta fu inserita nell’albo d’oro dei commedianti ordinari del teatro imperiale francese.

 

Gli anni successivi videro di nuovo la Marchionni calcare le scene dei maggiori teatri italiani, dove si impose per le intense interpretazioni dei classici e dei drammi popolari. Madame de Staël, Pellico, il di Breme, Rossini e lord Byron saranno tra i suoi maggiori estimatori.

 

Fautrice della rinuncia del suggeritore nelle rappresentazioni teatrali e convinta che dietro una grande attrice dovesse esserci un lungo e meticoloso studio del personaggio da portare in scena, la Marchionni nel 1822 entrò a far parte della Compagnia reale sarda, in qualità di prima attrice assoluta.

 

Nel 1840, colma di successi e di onori, lasciò le scene.

Morì, nubile e senza figli, a Torino nel 1861.