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Quando poco più di un anno fa ci siamo trovati in mezzo alla pandemia forse non ci siamo spaventati più di tanto. Sapevamo dei progressi che ha fatto la Scienza in tutti i campi ed abbiamo pensato che il terribile momento che stavamo attraversando lo avremmo superato presto. Le restrizioni raccomandate si sono dimostrate efficaci. A breve però abbiamo sottovalutato quanto gli esperti continuavano a dirci ed il “liberi tutti” (o quasi) della primavera-estate ci ha presentato inevitabilmente il conto. Avevamo toccato con mano il notevole miglioramento della situazione e ce ne siamo approfittati. Con l’autunno siamo sprofondati in una ricaduta che di lì a breve si è trasformata nel terribile periodo che tuttora stiamo attraversando e che solo in modo flebile sta migliorando. La Scienza, pur non riuscendo a scoprire un  farmaco ad hoc, ha fatto un vero e proprio miracolo mettendo a punto il vaccino.

 

Il rispetto delle regole comportamentali ed il vaccino saranno la nostra salvezza. La strada è tracciata, sbrighiamoci a percorrerla senza polemiche ed incertezze.

 

In tutto questo tempo i nostri ragazzi sono stati messi alla prova in maniera intermittente quasi come se, sportivamente parlando, fossero stati sottoposti ad un allenamento caratterizzato dal metodo, solitamente molto efficace, dell’alternanza del carico di lavoro crescente e decrescente sia in quantità che qualità. Ma è andata proprio così? In parte, probabilmente. L’innato bisogno di movimento, la necessità connaturata nel mondo animale di  avere senza soluzione di continuità esperienze motorie, sono state contrastate con semplici ma utili surrogati nel periodo del confinamento forzato, in casa nei luoghi più disparati e con attrezzi di fortuna, fuori di casa per i più fortunati. In entrambi i casi quasi sempre guidati ed incoraggiati dai genitori o da altri familiari. Un pizzico di Dad scolastica e di qualcos’altro a volte non hanno guastato, anzi.

 

A questa fase è seguito il momento, purtroppo temporaneo ed illusorio, in cui ci si è potuti muovere, addirittura si è fatto Sport, sono stati organizzati piccoli tornei a squadre e le attività individuali sono rinate. Il rientro a Scuola confuso e disordinato ed i provvedimenti a singhiozzo sulla frequenza e le successive chiusure periodiche e, purtroppo, a tempo indeterminato, hanno generato il malessere maggiore del periodo pandemico fino ad oggi. 

 

La Dad è uno strumento didattico complesso. Se poi ci riferiamo alla motricità essa può diventare davvero di modesta efficacia. Ecco che, sicuramente, questo che stiamo attraversando è il periodo più critico. Se un anno fa, anche data la novità, si poteva in qualche modo sopperire, ora diventa tutto più difficile perché la necessità di vivere pienamente e liberamente il movimento sta diventando improcrastinabile. Non resta che insistere, resistere e sperare. E muoversi per come si può. Ora la tanto rammentata immagine dello spiraglio e della luce in fondo a questo percorso travagliato si comincia ad intravedere. Tutti ci dobbiamo credere ed ai ragazzi lo dobbiamo dimostrare. Sembra che la Scuola alla fine della prima settimana d’aprile riapra i battenti. L’Educazione Motoria per i più giovani ripartirà. Le Società Sportive si stanno preparando. I comportamenti e le attenzioni da tenere dovranno continuare ad essere ineccepibili. Quanto è mancato non potrà essere restituito. Ma si sopperirà, perché una cosa è certa: la capacità di interpretare e recuperare le sollecitazioni motorie, anche e soprattutto le più ampie, le più diversificate e complicate, saranno appannaggio dei nostri ragazzi. E tutto ritornerà gradualmente nella normalità, ne dobbiamo essere certi.

 

E la carica motivazionale? È insita nell’animo umano. Si chiama anche entusiasmo. La voglia ed il bisogno di giocare sono una prerogativa del regno animale e l’uomo ne è l’esempio perfetto. Eppure è così. Gli Educatori, siano essi Insegnanti, Istruttori, Allenatori, non hanno bisogno di essere contagiati dalla passione degli allievi.  Né a loro volta, di contagiare gli allievi stessi e tutt’al più, se proprio ce ne sarà bisogno, in sede di ripresa agonistica potranno contribuire a risvegliare quella sana carica di sensazioni positive e piena di fascino,  eventualmente assopita dall’emozione del momento. Tutto sarà molto bello.

E la Dad, i giochi virtuali, le dormite esageratamente lunghe, i momenti d’inattività e di ozio, l’apparente sopravvento della pigrizia (che, peraltro, anche nella normalità servono a crescere), saranno ricordati come un’esperienza di vita unica, particolare, eccezionale, anche spaventosa, ma auguriamoci irripetibile.