Nei giorni scorsi è venuta a mancare Nicoletta Orsomando. La regina delle “signorine buonasera” si è spenta in una clinica della capitale alla tarda età di 92 anni.
Dopo Carla Fracci, Raffaella Carrà anche Nicoletta Orsamando ci ha lasciati. Tre volti inconfondibili di donne che hanno lasciato tracce indelebili grazie alle loro indiscutibili capacità artistiche e culturali.
Nicoletta Orsomando è stata una protagonista di notevole rilievo della Rai sin dal 1953. I suoi annunci televisivi, professionali e gentili, ci hanno accompagnato per un quarantennio ininterrotto. Infatti, risale al 28 dicembre 1993 il giorno del suo congedo dal teleschermo.
La sua vita si è distinta anche per altri numerosi interventi televisivi e per importanti apparizioni in più film. Successivamente al suo pensionamento è stato possibile seguirla in vari trasmissioni nella quali ha confermato la sua qualificata esperienza televisiva.
I suoi quarant’anni alle dipendenze RAI hanno consentito a Nicoletta Orsomando di raggiungere il primato delle “signorine buonasera”. Ed è proprio una delle signorine buonasera, sua collega, Maria Giovanna Elmi, pure lei figura emblematica della RAI, a ricordare ai nostri lettori la straordinaria immagine di Nicoletta Orsomando.
D. Cosa si sente di dichiarare circa la scomparsa di Nicoletta Orsomando?
R. «Senza Nicoletta si avverte un “vuoto”! Anche se avevamo smesso di vederci tutti i giorni in Tv, ci si sentiva o ci si incontrava, anche con tutte le colleghe, magari in una cioccolateria, o a casa di qualcuna di noi che organizzava un pranzo per tutte! Nicoletta era una di quelle persone che, anche se non avevi occasione di abbracciarla, lei c’era!».
D. Secondo lei, in che cosa si distingueva?
R. «La classe e l’eleganza di Nicoletta, credo l’abbiano notata tutti. Il senso della “misura”, così difficile da rispettare, era innato in lei! E poi, pur essendo sempre sorridente, capivi che era dotata di grande fermezza e questo ti portava a condividere tutto quello che sosteneva».
D. Come potevamo riconoscerla da voi colleghe?
R. «Devo dire che in quegli anni, pur seguendo tutte, la moda del momento, riuscivamo ad essere veramente differenti l’una dall’altra. Ognuna con una propria personalità ben definita. E Nicoletta poi, era ineguagliabile!».
D. Cosa ha significato la presenza di Nicoletta Orsomando per la Rai considerati i suoi quarant’anni consecutivi di servizio (1953-1993)?
R. «Quando entrai in Rai e conobbi Nicoletta, mi fece subito presente quali sarebbero stati i miei doveri, dicendomi: “Ricordati che noi siamo il biglietto da visita della Rai. Abbiamo quindi una grande responsabilità”. Nicoletta era la Rai stessa, una Rai che dava fiducia, che non offendeva, una Rai mai volgare: credo proprio che l’azienda abbia avuto, dalle apparizioni di Nicoletta, una grande conferma di quello che voleva rappresentare».
D. Nella vostra amicizia ci sono stati degli episodi particolari che non potrà mai dimenticare? Può ricordarne qualcuno?
R. «Quante volte Nicoletta mi ha dato suggerimenti essenziali per una cena da preparare all’ultimo minuto, realizzando qualcosa di impossibile tipo “la moltiplicazione dei pani”! scherzo, naturalmente ma mi piace pensare a lei con un sorriso… Certo, non dimenticherò mai un suo “grazieeeeee” che ho ascoltato nella segreteria telefonica, appena tornata dalla donazione di sangue che sarebbe servita, urgentemente, per la sorella. Io facevo parte del gruppo donatori della Rai ma, quella volta, riuscii a convincere anche Rosanna Vaudetti, che non lo aveva mai dato per paura di svenire. Questa doppia donazione per sua sorella, le ha fatto gridare un “grazie” che non scorderò mai».
D. Come le piace ricordarla?
R. «Mi piace ricordarla come l’amica di sempre…».